L’incresciosa vicenda dei 455 idonei con riserva della Polizia di Stato

il 26 maggio 2017 è stato pubblicato in G.U. il concorso pubblico per il reclutamento di 1148 allievi agenti della Polizia di Stato.
Per le esigenze di reclutamento sono indetti i seguenti concorsi pubblici (Articolo 1, comma 1 del bando di concorso):  
a) concorso pubblico, per esame, a 893 posti, aperto ai cittadini italiani, purché in possesso dei requisiti prescritti per l’assunzione nella Polizia di Stato;           
b) concorso pubblico, per esame e titoli, a 179 posti, riservato a coloro che sono in servizio da almeno sei mesi alla data di scadenza della domanda di partecipazione al concorso, come volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) o in rafferma annuale, purché in possesso dei requisiti prescritti per l’assunzione nella Polizia di Stato;     
 c) concorso pubblico, per esame e titoli, a 76 posti, riservato ai volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) collocati in congedo, al termine della ferma annuale, alla data di scadenza della domanda di partecipazione al concorso, nonché ai volontari in ferma quadriennale (VFP4), in servizio o in congedo, purché in possesso dei requisiti prescritti per l’assunzione nella Polizia di Stato.

All’Articolo 4 del bando di concorso i requisiti di partecipazione prevedevano tra i tanti:

  • Aver compiuto i 18 anni di età e non aver superato i 30;
  • Titolo minimo di istruzione, scuola media.
img requisiti
requisiti di partecipazione 1148 AA Polizia di Stato

Tra i mesi di agosto settembre 2017 viene svolta la prova scritta di selezione, e il 27 ottobre 2017, con decreto del Direttore Centrale per le Risorse Umane, sono state approvate le seguenti graduatorie dei concorsi per l’assunzione di complessivi 1148 allievi agenti della Polizia di Stato:  
– graduatoria del concorso di cui all’art. 1 lett. a) del bando, aperto ai cittadini italiani;  
– graduatoria del concorso di cui all’art. 1 lett. b) del bando, riservato ai volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) in servizio o in rafferma annuale;            
– graduatoria del concorso di cui all’art.1 lett. c) del bando, riservato ai volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) collocati in congedo, nonché i volontari in ferma quadriennale (VFP4), in servizio o in congedo.

Relativamente alla categoria a) del bando di concorso vengono ammessi allo svolgimento delle prove di efficienza psico-fisica e attitudinali di selezione i concorrenti che hanno ottenuto un punteggio compreso tra 10 9,625 decimi.

Nel mese di gennaio 2019, durante la presentazione e la discussione degli emendamenti da inserire nel Decreto Semplificazioni, in Senato, da parte del gruppo Lega, è stato presentato l’emendamento n. 11.17 riguardante lo scorrimento della graduatoria, di cui al punto a), formatasi in seguito al sostenimento della prova scritta del concorso per 1148 Allievi Agenti della Polizia di Stato.
Tutto normale sembrerebbe, se non fosse che lo scorrimento previsto dall’emendamento si riferisce “limitatamente ai soggetti risultati idonei alla relativa prova scritta d’esame e secondo l’ordine decrescente del voto in essa conseguito, ferme restando le riserve e le preferenze applicabili secondo la normativa vigente alla predetta procedura concorsuale, purché in possesso, alla data del 1 gennaio 2019, dei requisiti di cui all’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335”.
In poche parole con l’emendamento si vanno a cambiare sostanzialmente i requisiti indicati nel bando di concorso, estromettendo dalla graduatoria tutti quanti coloro che alla data del 1 gennaio 2019 avessero compiuto il ventiseiesimo anno di età e che non fossero in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado. Ricordiamo che il bando di concorso prevedeva tra i vari requisiti, non aver compiuto il trentesimo anno di età e la licenza media come titolo di studio.
 Il decreto, che includeva il testo dell’emendamento così come presentato, è stato successivamente votato e approvato in Senato per soli 30 voti, quindi da tutta la maggioranza, per essere poi approvato formalmente alla Camera e reso Legge dello Stato.
In definitiva, sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 12 febbraio 2019 è AVVENUTA la conversione in legge del decreto legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, e il 15 marzo 2019, con decreto del Capo della Polizia n. 333-B/12D.3.19/5429 del 13 marzo 2019, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – 4^ Serie Speciale – “Concorsi ed Esami”, è stato avviato il procedimento finalizzato all’assunzione di cui all’articolo 11, comma 2-bis, del decreto-legge n. 135/2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12/2019.

Non ci sarebbe nulla di sbagliato in questo se non fosse che i requisiti originari, previsti dal bando del concorso pubblico, vengono modificati e applicati retroattivamente ad una graduatoria già approvata e pubblicata il 27 ottobre 2017 a seguito del sostenimento della prima prova senza la quale la stessa graduatoria non esisterebbe.

L’applicazione dei nuovi requisiti ha dunque interessato i concorrenti facenti parte di detta graduatoria, eliminandoci di fatto dal prosieguo delle prove di selezione. E da qui inizia la nostra disavventura che ci costringe a rivolgerci al TAR del Lazio a seguito dell’esclusione a posteriori dal concorso. Ad oggi, il Tar Lazio prima e il Consiglio di Stato poi, ci hanno consentito, con provvedimenti cautelari, di continuare la selezione del concorso e di essere ammessi al corso di formazione.

Al termine di tutte le prove di selezione, in 455 siamo risultati essere idonei con riserva (la riserva è relativa al contenzioso in atto) e che dunque idonei alla frequentazione del corso di formazione, anche in accordo con quanto stabilito da Tar e CdS.

Il 13 agosto 2019 sul sito istituzionale della Polizia di Stato viene pubblicato il decreto per l’avvio al corso di formazione di 1851 allievi agenti della Polizia di Stato, selezionati tramite la procedura di assunzione prevista dall’art. 11, comma 2 bis, del decreto-legge n. 135/2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12/2019.
NON VI È STATA MENZIONE ALCUNA NEI CONFRONTI DEI 455 IDONEI CON RISERVA, estromettendoci dalla graduatoria nonostante lo status di IDONEI, e nonostante soprattutto i nostri punteggi, molto più alti rispetto a coloro che ci hanno scavalcato. Al NOSTRO posto, infatti, hanno ammesso candidati appartenenti ad una fascia di voto più bassa compresa tra 8.625 e 8.25 decimi, equivalenti a 66/80 , che dal 29 agosto 2019 frequentano il corso di formazione, mentre noi, idonei con riserva, con punteggi  compresi tra 9.5 e 8.75 decimi, equivalenti a 76/80 siamo a casa.

Nuovamente ci siamo dovuti rivolgere al Tar Lazio, che ha confermato la sua posizione iniziale ordinando all’Amministrazione di avviarci ai corsi di formazione. Ad oggi tuttavia l’Amministrazione non ha ottemperato alle ordinanze, presentando addirittura appello al CdS il quale a sua volta li respinge, confermando di fatto le pronunce del TAR.

Di seguito i sei appelli rigettati all’amministrazione dal CDS.

Nonostante tutto l’Amministrazione ancora non ha ottemperato alle ordinanze, fornendoci motivi più che leciti per pensare che forse qualcosa in questo sistema non va. La loro linea difensiva  e la loro logicità fino ad oggi sono state che questo scorrimento è da considerarsi come un nuovo concorso.

Ma invitiamo chiunque  legga e così l’Amministrazione stessa, a rispondere a questa semplicissima e lecita, domanda:
“Come possiamo considerare questo scorrimento come un nuovo concorso, se la graduatoria da cui si è attinto è una graduatoria derivante da una prova scritta svolta nel 2017 che assegna un punteggio concorsuale finale senza il quale la stessa graduatoria cesserebbe di esistere? Il concorso è iniziato con la prova scritta tenendo conto di determinati requisiti. È stato logico e meritocratico cambiare le regole in fase di svolgimento dello stesso?”

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